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venerdì 28 marzo 2014

“Non ti muovere. Resta ferma dove sei..”.



Ho ancora i fiori tra le mani. Non so dove metterli. Vorrei immergerli nell’acqua. Potrebbero appassire. Ma, ben presto, me ne dimentico.
Ti sei gettato sulla tela, che trema fra le tue mani. Premi i colori dai tubetti e intingi i pennelli: rosso, bianco, nero, blu. E mi trascini nel torrente dei colori. Ad un tratto, mi sollevi da terra, e tu stesso prendislancio con un piede, come se la stanzetta fosse troppo angusta per te. T’innalzi e ti distendi, fluttuando fino al soffitto. La tua testa gira intorno alla mia. Sfiori le mie orecchie sussurrando qualcosa…
Ascolto la melodia della tua voce dolce e grave. Perfino nei tuoi occhi intendo quel canto e tutti e due insieme, lentamente, ci solleviamo sulla camera adorna e ci involiamo. Arriviamo alla finestra e vogliamo attraversarla.
Fuori ci chiamano le nuvole e il cielo blu. I muri con tutti i miei scialli variopinti girano intorno a noi e ci fanno girare la testa. Ora voliamo abbracciati nel cielo e i campi di fiori, le case, i tetti, i cortili e la chiese sembrano galleggiare sotto di noi…
“Ti piace il mio quadro?”. Ecco che torni improvvisamente sulla terra.
Guardi la tua tela, mi guardi. Ti allontani dal cavalletto, ti riavvicini.
“C’è ancora molto da fare? Non potresti lasciarlo così? Dove puoi ancora ritoccarlo?”. Parli con te stesso. Aspetti e hai paura di ciò che andrò a dire.
“Oh! È bello. È bello come ti sei involato… Lo chiameremo ‘Il Compleanno’!”.
Il tuo cuore si placa.
“Tornerai domani? Prenderò un’altra tela e ci involeremo…”.

Bella Chagall, nel Diario sentimentale, descive la genesi del dipinto ‘Il Compleanno’ di Marc Chagall.








mercoledì 26 febbraio 2014

Le donne sono come i film di Almodovar

"Le donne hanno più confidenza con il dolore. Da sempre. 

Conoscono il dolore del corpo e quello dell’anima. 

Per tutte è un compagno di vita, quasi un amico e non un nemico, perché in fondo conviviamo con lui un po’ tutta la vita. Fa parte di noi.
Non serve gridare, piangere, lamentarsi. Occorre trasformarlo e declinarlo in forza. È una lezione che ci hanno insegnato le nostre mamme e nonne, una sapienza antica che ciascuna di noi conosce e possiede.
Tanti sono gli esempi anonimi, migliaia di donne che vivono i loro giorni tessendo meravigliose opere di pazienza e ancora di più sono quelle donne che subiscono ogni giorno violenze di ogni tipo; storie silenziose, storie di coraggio, di sopportazione, di grande forza, di rassegnazione.
Poi ci sono le storie di donne famose, di cui tutti sanno: