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giovedì 6 agosto 2015

Campagna contro l'abbandono degli animali. Travel Notes.

Abbandonare un cane è un gesto disumano!

“Siamo usciti a fare una passeggiata, 
sto ancora aspettando venga a prendermi!”

Il tuo cane: “Non si cura di chiedersi se abbiate torto o ragione; non gli interessa se abbiate fortuna o no, se siete ricco o povero, istruito o ignorante, santo o peccatore. Siete il suo compagno e ciò gli basta. Egli sarà accanto a voi per confortarvi, proteggervi e dare, se occorre, per voi, la sua vita. Egli vi sarà fedele nella fortuna come nella miseria. È il cane!”

J.K. Jerome

Soccorso animali feriti o abbandonati in strada; come comportarsi davanti a un abbandono e chi contattare.

Vacanze: aumentano persone in viaggio e abbandoni. Un automobilista come deve comportarsi se trova per strada cani e gatti abbandonati o animali feriti? Ecco cosa fare e chi contattare, dopo l’entrata in vigore della normativa del Codice della Strada, che dal 27 dicembre 2012 obbliga a soccorrere gli animali vittime di incidenti.

Ho trovato un cane o un gatto randagio ferito. Cosa devo fare e chi devo contattare.

~ Avvicinarlo con cautela, se le condizioni lo permettono.
~ Contattare il numero di pronto soccorso del canile pubblico più vicino oppure rivolgersi al Servizio Veterinario della ASL di competenza (obbligato a intervenire per il ritiro dell’animale non di proprietà).

Ho trovato un animale selvatico in difficoltà. Chi devo contattare.

- Polizia Provinciale competente per territorio;
~ Corpo Forestale dello Stato al numero unico nazionale 1515;
~ Vigili del Fuoco al numero 115 in caso di situazioni particolari (tetti, alberi, cunicoli);
~ Guardia Costiera-Capitaneria di Porto al numero 1530 se l’animale selvatico è in mare;
~ Se l’animale selvatico è considerato pericoloso, oltre a un forza di Polizia si deve chiamare il Servizio Veterinario Azienda USL.

Ho assistito ad un caso di abbandono. Cosa devo fare e chi devo contattare.
~ Denunciare i colpevoli alle autorità giudiziarie (Carabinieri/Polizia di Stato/Corpo Forestale/Polizie locali).
Raccogliere tutti gli elementi necessari ad individuare i responsabili.

Ho assistito ad un caso di maltrattamento. Cosa devo fare e chi devo contattare.
~ Raccogliere prove (comprese foto, video, documenti);
~ Denunciare in forma scritta presso una Forza di Polizia (Corpo Forestale-1515, Carabinieri-112, Polizia di Stato-113, Guardia di Finanza-117, Polizie locali, Comune o Provincia);
~ Se il maltrattamento è in corso, chiedere intervento urgente.

Ho trovato un cane o un gatto abbandonato (non ferito). Cosa devo fare e chi devo contattare.
~ Avvicinarlo con estrema prudenza e calma per non spaventarlo
~ Controllare se è provvisto di medaglietta e/o tatuaggio (vale solo per il cane);
- Denunciarne il ritrovamento presso una forza di Polizia o al Servizio Veterinario Usl;
~ Se il cane si trova su una sede stradale avvisare subito la Polizia Stradale al 113 o, per le strade urbane, la Polizia locale.

Ho trovato un animale domestico in difficoltà.
Cosa devo fare e chi devo contattare.
Valgono le indicazioni fornite per il vagante.

Se invece sei proprio tu a dover andare in vacanza e stai pensando a come organizzarti con il tuo animale, hai almeno due valide alternative che puoi prendere in considerazione, a seconda delle tue possibilità e del tipo di viaggio che intendi intraprendere:

1. portare l’animale in vacanza con te: non è più così complicato come una volta, oggi esistono moltissime strutture pet-friendly, sia in Italia che all’estero.

2. lasciare l’animale in una pensione: se la tua meta di viaggio è incompatibile con la presenza di un cane o un gatto, puoi scegliere di affidarlo ad una pensione, dove possano prendersi cura di lui in tua assenza.

Campagna contro l'abbandono degli animali by Travel Notes 












lunedì 10 marzo 2014

Ritratti italiani, noi e i nostri amici a quattro zampe.
Un progetto fotografico itinerante per raccontare il rapporto uomo-cane, promuovere le adozioni, aiutare i canili. Ma soprattutto per fare cultura cinofila

Scatti in bianco e nero, n
essuno sfondo, nella foto solo loro: una persona e un cane. E' questo che Luca Spennacchio, fotografo e istruttore cinofilo, vuole raccontare in Ritratti Italiani, la storia di una relazione, la coevoluzione di un binomio cominciato migliaia di anni fa, che dura ancora oggi.

Personaggi più o meno noti del mondo della cinofilia e del volontariato, gente qualunque, famiglie, con un unico comun denominatore, un amico a quattro zampe. Questo è il punto focale : lui, il cane, non fa distinzioni di sesso, di lavoro, di provenienza, di ricchezza o povertà. "Non voglio raccontare la storia del singolo o della coppia - spiega Luca - ma micro avventure quotidiane dove il rapporto con il cane è l'unica "livella" (citando Antonio De Curtis) che rende gli uomini tutti uguali, che siano presidenti, papi, operai. E in queste foto non puoi distinguerli". "I cani portano un cambiamento nella nostra vita - prosegue - se lo accettiamo la storia va avanti, se lo rifiutiamo, il cane finisce in canile e questo accade purtroppo ancora troppo spesso. Le persone ritratte in questo progetto, che diventerà presto un libro, hanno scelto di portare avanti la loro relazione, non hanno ceduto di fronte alle difficoltà, e si sono fatte fotografare orgogliosamente con il loro amico".

I volti seri, le pose statiche, immagini essenziali dove movimento ed espressività sembrano affidate unicamente ai cani. Anche questa impostazione non è casuale ma sottintende un messaggio, quello contro l'abbandono." L'argomento che si sta affrontando è serio - afferma Luca - troppo spesso la presenza di un animale tende a essere banalizzata o legata al mondo infantile". Il rapporto con loro invece non va preso alla leggera, è un impegno profondo e a lungo termine.

Ritratti Italiani ha già fatto tappa in molte città della Lombardia, scendendo fino a Bologna e Firenze, ma l'intenzione è quella di girare tutta l'Italia, entrare nei canili disposti a fare da set fotografico offrendo loro parte della donazione di chi sceglie di farsi fotografare. E anche questo è un modo per fare cultura cinofila: un invito a visitare le strutture che lavorano bene con gli animali, quelle che si impegnano nel seguire i loro ospiti e li aiutano nel reinserimento in famiglia. Ultima nota: la maggior parte dei cani ritratti provengono da canili, qualcuno, forse, uscito anche grazie a queste foto.