lunedì 3 novembre 2014

La mia comicità a volte è involontaria...

"La mia comicità a volte è involontaria, è irresistibile. Viene da sola, nei momenti più impegnati: perfino quando piango. Sarà che sono una persona che si prende molto in giro, io derido tutte le mie debolezze, i miei dubbi, le mie paure e il mio terrore di essere ridicola, la mia contraddittorietà. I personaggi che ho fatto nei miei film più belli come La ragazza con la pistola, Amore mio aiutami, Dramma della gelosia, sono nati da me, dalla mia personalità: sono io… e gli autori lo sanno."

Monica Vitti.


A Silvia di Giacomo Leopardi.

"A Silvia" 

« Con il ricordo di Silvia, e del tacito e vaghissimo amore fantasticato per lei, il poeta ricrea tutta la indefinita bellezza delle speranze e dei sogni che nutrirono la sua giovinezza: ora di essi non resta più nulla di fronte al silenzio e alla desolazione che la vita ha diffuso nel suo animo. »

Silvia, è divenuta il simbolo eterno di questo duplice volto dell'esistenza, 
quello della promessa e quello del disinganno. 



“A Silvia” la poesia scritta a Pisa da Giacomo Leopardi" 
A Silvia.

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi? 


Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno. 


Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno. 


Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi? 


Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore. 


Anche perìa fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovinezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.

Giacomo Leopardi


Monica Vitti

"Dicono che il mondo è di chi si alza presto. 

Credo invece che sia di chi è felice di alzarsi."


Monica Vitti

Il giorno 03 novembre 1931 nasceva: Monica Vitti.

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Un sorriso mi fa sperare.

“I colori, i suoni, gli sguardi raccontano il nostro tragitto. 
Un colore mi può incantare, 
uno sguardo mi può innamorare, 
un sorriso mi fa sperare.”

Il giorno 03 novembre 1931 nasceva: Monica Vitti.




sabato 1 novembre 2014

Siamo stanchi...

«Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali, o nevrotici: vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così senza sogni».

Pier Paolo Pasolini, “La meglio gioventù



Manoscritto sul teatro di Eduardo De Filippo

« Lo sforzo disperato che compie l'uomo nel tentativo 
di dare alla vita un qualsiasi significato è Teatro »

Da un manoscritto di Eduardo De Filippo



Le verità sono come le medicine:

"Le verità sono come le medicine: 
hanno il sapore cattivo e nessuno le vuole prendere, 
però fanno bene."

Eduardo De Filippo

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