giovedì 22 ottobre 2015

"Immaginate una pentola piena d’acqua fredda in cui nuota tranquillamente una piccola ranocchia. 
Un piccolo fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda molto lentamente. 
L’acqua piano piano diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò piuttosto gradevole continua a nuotare. La temperatura dell’acqua continua a salire. 
Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare, si sente un po’ affaticata, ma ciò nonostante non si spaventa. Ora l’acqua è veramente calda e la ranocchia comincia a trovare ciò sgradevole, ma è molto indebolita, allora sopporta e non fa nulla. La temperatura continua a salire, fino a quando la ranocchia finisce semplicemente per cuocere e morire. Se la stessa ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola. 
Ciò dimostra che, quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta. Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da qualche decennio possiamo vedere che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando. 
Una quantità di cose che avrebbero fatto inorridire 20, 30 o 40 anni fa, sono state a poco a poco banalizzate e oggi disturbano appena o lasciano addirittura completamente indifferente la maggior parte delle persone. Nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi. 
Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente ad accettare delle condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche. Il martellamento continuo di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose… 
Quando ho parlato di queste cose per la prima volta, era per un domani. Ora è per oggi! 
Coscienza o cottura, bisogna scegliere! 
Allora se non siete, come la ranocchia, già mezzi cotti, date un salutare colpo di zampe." - 

Oliver Clerc, La rana che finì cotta senza accorgersene.



Il fatto non sussiste

“Il fatto non sussiste“

Erri De Luca assolto nel processo sulla “istigazione al sabotaggio della Tav”

“E’ stata impedita una ingiustizia, quest’aula è un avamposto sul presente prossimo”. 

“Considero l’imputazione contestata un esperimento, il tentativo di mettere a tacere le parole contrarie – ha detto - Svolgo l’attività di scrittore e mi ritengo parte lesa di ogni volontà di censura”.

Erri De Luca



“Man and Woman”: La scultura d'amore di Tamara Kvesitadze.

“Man and Woman”: 

La scultura d'amore di Tamara Kvesitadze. 

La scultrice georgiana Tamara Kvesitadze è stata ispirata da una particolare e drammatica storia d’amore, raccontata in più di 30 lingue, tra un ragazzo azero ed una principessa georgiana. La storia è raccontata in un libro nel 1937 da un autore misterioso che oggi conosciamo come Kurban Said. In questa scultura viene creato l’ultimo incontro prima della separazione tra i due ragazzi Ali e Nino avvenuta prima dell’invasione sovietica. Alte 8 metri e di oltre 7 tonnellate, ogni sera alle 19.00 si muovono, si illuminano, si baciano e si fondono attraversandosi per poi separarsi, allontanandosi l’uno dall’altra ogni 10 minuti. L’artista non avrebbe potuto rendere in maniera migliore questa storia d’amore.
La scultura si trova sul lungomare di Batumi sulla costa del Mar Nero della Georgia. 


By Travel Notes.













venerdì 9 ottobre 2015

Il Faro abbandonato di Rubjerg-Knude

Il Faro abbandonato di Rubjerg-Knude.

La costruzione del Rubjerg-Knude faro in Jutland, Danimarca a cavallo tra gli ultimi due secoli, a partire dal 1899 e terminato nel 1900. E 'stato costruito su una duna a meno di 200m dalla scogliera dal mare e 60 metri sul livello del mare, ma col passare degli anni il mare si avvicinò, e con esso è venuto alle dune, che a poco a poco ha cominciato a inghiottire la base del faro.

Inizialmente si trattava di un faro dall'altezza di 23 metri, ma nel 1968 solo 15 metri potevano essere accessibili, comprese tutte le entrate, perciò è stato fermato e pian piano sepolto.



John Lennon

«Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, 
mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole» 

John Lennon



John Lennon

“Quando avevo 5 anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. 
Quando andai a scuola, mi chiesero cosa volessi essere da grande. Scrissi "felice". 
Mi dissero che non avevo capito il compito, ed io dissi loro che non avevano capito la vita.”

J. Lennon



La splendida Scala dei Turchi.

La Scala dei Turchi.

La Scala dei Turchi è una parete rocciosa che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. 

Presenta una forma ondulata e irregolare, con linee dolci e rotondeggianti. Costituita di marna (una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa), con un caratteristico colore bianco puro. La scogliera si erge in mezzo tra due spiagge di sabbia fine, e per accedervi bisogna procedere lungo il litorale e inerpicarsi in una salita somigliante a una grande scalinata naturale di pietra calcarea. Una volta raggiunta la sommità della scogliera, il paesaggio visibile abbraccia la costa agrigentina fino a Capo Rossello.

Il nome le viene dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni, genti arabe e, per convenzione, turche; i pirati turchi, infatti, trovavano riparo in questa zona meno battuta dai venti e rappresentante un più sicuro approdo.

È diventata nel tempo un'attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme.