mercoledì 3 dicembre 2014

Ascoltare...

"La natura, si dice, ha dato a ciascuno di noi due orecchie 
ma una lingua sola, perché siamo tenuti ad ascoltare 
più che a parlare."

Plutarco, L'arte di ascoltare, I sec.





Panoramica di Charlie Waite.


Le magnifiche fotografie rilassanti di uno dei fotografi paesaggisti più famosi del mondo. 

Lo stile fotografico di Charlie Waite è molto personale e le sua fotografia sprigiona una sensazione magica di calma e armonia. Le sue fotografie si trovano in alcune collezioni private di tutto il mondo ed ha tenuto numerose mostre a Londra, Tokyo, New York, Sydney e Melbourne. Ha pubblicato ventisette libri, tra cui molte sue fotografie del Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Germania.
Qui di seguito alcune immagini selezionate da Travel Notes.

Abiti in fiore.

Abiti interamente creati da fiori, frutta, foglie ed erba. Quando la moda diventa Ecologica.

Le eleganti forme della natura da sempre influenzano artisti e stilisti di ogni genere, ma raramente accade che un fashion designer decida di impiegare vera frutta e verdura per dar vita alle sue collezioni.

Eppure la creativa canadese Nicole Dextras ha deciso di cimentarsi nell’impresa dando vita ad una serie di abiti costituiti al 100% da piante!
Il suo Little Green Dress Projekt, consiste proprio in una collezione di 21 abiti cuciti a mano impiegando esclusivamente materiali naturali, come fiori, bacche e frutti: dall’intreccio di foglie di palma, erbe selvatiche e fiori, tutti cuciti pazientemente tra loro, nascono questi capolavori a metà tra l’alta sartoria e l’arte floreale.

Nicole ha infatti spiegato che lo scopo del progetto sta nel richiamare l’attenzione del pubblico sul grave impatto che il mondo della moda ha sull’ambiente: “nel disegnare questi abiti ‘organici’ sono stata motivata dal forte desiderio che l’industria della moda cominci a puntare seriamente su materiali e pratiche sostenibili”.
Qui di seguito alcune immagini.













Maria Callas

Maria Callas, 
la più grande cantante lirica della Storia

Per tutta la vita inseguì l’amore e la famiglia che non ebbe mai. E morì a soli 54 anni. Oggi la più grande soprano della Storia avrebbe compiuto 91 anni.

"L'emozione di quel suono... la sua voce, che udivo per la prima volta, giungeva attraverso i timpani fino ai nervi, alle cellule più segrete e recondite della mente, del cuore."
Franco Zeffirelli




venerdì 28 novembre 2014

Le spettacolari sculture di carta.

Su Blackwell e le sue fiabe di carta.

Le fiabe classiche prendono vita nelle creazioni di carta realizzate da Su Blackwell. E i personaggi fuoriescono dai libri come surreali pop up 

La poesia delle creazioni di Su Blackwell si rivela in ogni sua opera: che siano delle farfalle in volo o scene tratte dalle fiabe, stupiscono per i loro dettagli e per la cura con cui sono realizzati.
I personaggi delle fiabe si materializzano sui libri che diventano delle opere d’arte da esporre. Animate anche da piccoli giochi di luce che ne sottolineano la magia.
L’artista prende un paragrafo o un’immagine del libro che l’ha colpita e poi inizia un lavoro di cesellatura e taglio della carta. 
Una passione, la sua, nata in seguito a un viaggio in Thailandia dove la carta viene utilizzata nelle cerimonie spirituali.
Da lì si è ritagliata un mondo fatto di fiabe o di luoghi affascinanti riproposti nella sua paper art: e le sue opere risvegliano un senso di stupore tipico dei bambini.
Ma che possiamo ancora ritrovare dentro di noi.


















martedì 25 novembre 2014

25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Il 25 novembre non basta a risolvere un problema: 
perché la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne 
non può essere solo show.
Le immagini di donne piangenti col volto tumefatto e gli slogan che ogni anno vediamo nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre non bastano a risolvere un problema culturale.
Per un italiano su tre, la violenza domestica sulle donne è un fatto privato da risolvere dentro le mura domestiche, per uno su quattro se una donna resta con il marito che la picchia diventa corresponsabile della violenza.
Sono alcuni dei dati desolanti che emergono dalla ricerca Rosa Shocking. Violenza, stereotipi... e altre questioni del genere, realizzata da Intervita con il supporto di Ipsos. Di vero shock si può parlare quando si scopre che il 79% delle intervistate, donne, ritiene che se un uomo viene tradito è normale che possa diventare violento, il 77% che se ogni tanto gli uomini diventano violenti è per il troppo amore e il 78% che per evitare di subire violenza le donne non dovrebbero indossare abiti provocanti.

Stereotipi triti, luoghi comuni secolari che sembrano duri a morire, di cui evidentemente non è possibile sbarazzarsi con qualche immagine di donna dal volto tumefatto e con gli slogan – tutti uguali – che dicono no alla violenza sulle donne in occasione della Giornata mondiale del 25 novembre. Ma non deve sorprendere più di tanto. Perché la radice del problema sta nella serie di risposte che riguardano il matrimonio (“il sogno di tutte le donne” per circa un uomo su due), la famiglia (per sette intervistati su dieci è più facile per una donna che per un uomo fare dei sacrifici), la casa e i figli (un intervistato su tre ritiene che la maternità sia l’unica realizzazione per le donne).

Quando si dice che la violenza è un fenomeno culturale si intende proprio questo: il sostrato che la alimenta è fatto di rappresentazioni della disponibilità femminile: affettiva, materiale, sessuale. Disponibile è qualcuno o qualcosa di cui ci si può servire, in vari modi. Ed è così che sono troppo spesso rappresentati e interpretati in Italia i ruoli femminili di moglie, amante, madre. Complici anche le politiche governative, quando per esempio premiano con 80 euro le mamme in quanto mamme, senza una visione che riguardi i nuovi ruoli che possono svolgere i padri nelle famiglie, o il rapporto con il mondo del lavoro e il sistema dei servizi.

Se non si coglie questo nodo profondo tra violenza e vita quotidiana, moltiplicare ogni anno gli eventi del mese di novembre contro il femminicidio non serve a granché. Se la violenza sulle donne si riduce alla conta delle uccise, alle immagini di occhi neri e corpi nudi rannicchiati in un angolo buio, e intanto i progetti e i soldi per l’educazione di genere nelle scuole restano nei cassetti, non fa che rinsaldarsi quell’immagine di donna subalterna e fragile, bisognosa di protezione, che è alla radice dello stesso sistema secolare di diseguaglianze.

di Giorgia Serughetti, Sociologa.



STOP

Campagna pubblicitaria contro 
la violenza sulle donne
La piaga della violenza sulle donne è una questione che non riguarda soltanto le donne, ma la collettività intera e come tale deve essere affrontata anche attraverso la promozione di una cultura del rispetto della figura femminile e la valorizzazione del ruolo che le donne hanno assunto nella società. 365 GIORNI NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE.


By Silvia Pluda Advertising