giovedì 20 marzo 2014

Oriana Fallaci.

Giornalista e scrittrice italiana (Firenze 1929 - ivi 2006). 

È stata una delle più complesse e controverse personalità del mondo intellettuale italiano. Scrittrice, giornalista e attivista, nella sua vita attraversò posizioni, campi di analisi e paesi più e più volte, sempre in bilico tra femminismo e anti-femminismo.
Giovanissima, ebbe un ruolo non indifferente nella Resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale, facendo parte di una famiglia dichiaratamente antifascista. Il suo attivismo le fruttò a soli 14 anni un riconoscimento d'onore dall'Esercito Italiano. Terminato il conflitto, iniziò la sua carriera giornalistica, passando da un giornale all'altro. A metà degli anni Cinquanta fu inviata dall'Europeo a New York per occuparsi di spettacolo: da questa esperienza trasse il materiale per il suo primo libro, I sette peccati di Hollywood (1958).

Negli anni Sessanta si compie una prima svolta: approfondisce le tematiche femminili, lavorando a un reportage in giro per il mondo sulla condizione delle donne (da cui il saggio Il sesso inutile, 1961) e una prima opera narrativa (Penelope alla guerra, 1962), che profeticamente rivela una direzione alla sua vita nel decennio appena aperto, una vita al fronte. Dal Vietnam alle rivolte studentesche statunitensi, dalla morte di Martin Luther King alle manifestazioni finite in strage per le Olimpiadi in Messico del 1968, durante le quali fu ferita e anche creduta morta. Negli anni Settanta l'evento più significativo è l'incontro con Alekos Panagulis, simbolo dell'opposizione greca al regime dei Colonnelli. La relazione con Panagulis, terminata con la morte di questi, comportò una seconda svolta nella produzione letteraria della Fallaci, più intimistica e meno giornalistica: ne derivano il libro di successo Lettera a un bambino mai nato (1975) e Un uomo (1979), rispettivamente dedicati alla perdita del figlio in grembo e alla perdita del compagno. Dopo una frenetica attività giornalistica internazionale, torna a scrivere negli anni Novanta, pubblicando però un solo romanzo, Insciallah (1990), ultima esperienza al fronte. Si ritira a vita privata, a New York, dedicandosi per più di dieci anni alla lavorazione di un romanzo. Gli eventi dell'11 settembre 2001 comportano un rinnovato interesse per le vicende di attualità internazionali e nazionali, che ora sanziona con posizioni forti e controverse, segnate da un allontanamento progressivo dal pensiero femminista, comunista-socialista e radicale (contro l'islamismo, l'aborto, l'eutanasia e le unioni gay) e da una riconciliazione con il cristianesimo. Nel 2008 è uscito postumo Un cappello pieno di ciliegie, la grande saga familiare cui aveva lavorato per più di un decennio.


La copertina del numero speciale del mensile L’Europeo (n. 4/2007) dedicato ad Oriana Fallaci.


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